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Incontro a Torino tra filosofi e medici

Può la filosofia aiutare a umanizzare le pratiche terapeutiche? E' in grado di portare un contributo significativo per chiarire che cosa davvero significhi ammalarsi, che cosa guarire, che cosa curare? Come può il filosofo utilmente affiancare il paziente e il medico nel loro" viaggio al termine della malattia"?
Queste le domande attorno alle quali ha ruotato l'incontro "Medici e incantatori d'anima" promosso lo scorso settembre da Fabbrica Filosofica, in collaborazione con l'ospedale San Giovanni Battista di Torino e MASTER SUL Umanizzazione della Medicina. L'incontro, il primo di una serie sui rapporti tra pratica medica e filosofia, ha visto come relatori Giorgio Cosmacini, medico e storico della medicina, Lodovico Berra, psichiatra e presidente della Società Italiana Counseling Filosofico e Alberto Peretti, counselor filosofico e presidente dell'associazione Fabbrica Filosofica. All'incontro, organizzato nella suggestiva aula di oncologia dell'ospedale San Giovanni antica sede, ha partecipato un pubblico composto da medici, operatori e professionisti delle relazioni d'aiuto.
Giorgio Cosmacini ha tracciato l'articolata storia dei rapporti tra etica e tecnologia medica, tra filantropia e filotecnia, tra la salute, oggetto esclusivo della diagnostica terapeutica, e la complessità dell'esistenza della quale la malattia è parte integrante.
L'intervento di Lodovico Berra ha esaminato alcuni fondamentali caratteristiche del counseling filosofico che sembrano renderlo assai adatto ad integrare molte fasi della tradizionale pratica medica.
Alberto Peretti ha visto nella malattia una sorta di "reattivo precipitante" che interviene nella "soluzione" della quotidianità, e che fa depositare sul fondo dell'esistenza un "precipitato" di domande, timori, angosce. Aiutare a fronteggiare lo stato di domanda indotto dalla malattia è il compito del counselor filosofico. Che adotta gli incantamenti di cui parla Platone nel Carmide: ragionamenti in grado di parlare il linguaggio che l'anima sta cercando per affrontare il precipitato, per fronteggiare le domande che l'esistenza nella malattia le pone, in modo che non siano di scandalo, una pietra d'inciampo, un luogo infido in cui passivamente precipitare.

Durante l'incontro è stato inoltre presentato il 1° Corso di formazione di base al counseling filosofico rivolto ad operatori sanitari e professionisti coinvolti nelle relazioni di cura, previsto nei mesi di aprile e maggio 2005. A questa iniziativa Ma dedicherà ampio spazio nel prossimo numero.