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il Circolo
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i Furiosi
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Che cosa condividono i Furiosi

La passione

“Furore” dal latino furor, “spirito ardente”, “passione”, “veemente desiderio”

«[Il furioso] doviene un dio dal contatto intellettuale di quel nume oggetto; e d’altro non ha pensiero che de cose divine, e mostrasi insensibile e impassibile in quelle cose che comunemente massime sentono, e da le quali più vegnon altri tormentati; niente teme, e per amor de la divinitade spreggia gli altri piaceri, e non fa pensiero alcuno della vita».

A.Rodin La mano di Dio
G. Bruno De gli Eroici furori


«Un uomo di forte e viva immaginazione, avvezzo a pensare ed approfondire, in un punto di straordinario e passeggero vigore corporale, di entusiasmo, di disperazione, di vivissimo dolore o passione qualunque, di pianto, insomma di quasi ubriachezza, e furore, scopre delle verità che molti secoli non bastano alla pura e fredda e geometrica ragione per iscoprire.»

G. Leopardi Zibaldone


«Muovesi l’amante per la cos’amata come il senso e la sensibile e con seco s’unisce e fassi una cosa medesima.
L’opera è la prima cosa che nasce dall’unione.
Se la cosa amata è vile, l’amante si fa vile.
Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita dilettazione e piacere e soddisfazione.
Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa».

Leonardo da Vinci
La speranza

«[La speranza] non è né passiva attesa né irrealistica forzatura di circostanze che non possono avverarsi.
È come la tigre rannicchiata che salta solo quando è il momento.
Sperare significa essere pronti in ogni momento a ciò che ancora non è nato e anche a non disperarsi se nulla nasce».

Hokusai
Tigre sotto la Pioggia
E. Fromm La rivoluzione della speranza
Il coraggio

«Un cavaliere chiuso nell’ armatura cavalca attraverso una valle accompagnato dalla Morte e dal Diavolo. Impavido, meditabondo, fiducioso guarda davanti a sé. E’ solo, ma non solitario. Nella sua solitudine partecipa al potere che gli dà il coraggio di affermarsi nonostante la presenza delle negatività dell’esistenza».

A.Dürer
Il cavaliere la morte e il diavolo
P. Tillich Il coraggio di esistere
L’interesse

«“Interesse” deriva dal latino interesse, ossia “essere fra”. Se sono interessato io devo trascendere il mio ego, essere aperto al mondo, ed entrarvi.
[.] L’interesse può avere molti oggetti: le persone, le piante, gli animali, le idee, le strutture sociali, e dipende per una certa misura dal temperamento e dal carattere specifico degli intenti di una persona. Ciò nonostante gli oggetti sono secondari. L’interesse è un atteggiamento che pervade tutto, è una forma di rapporto verso il mondo».

C.D. Friedrich
Viandante sul mare di nebbia
E. Fromm La rivoluzione della speranza


«E tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artificiosa natura, raggiratomi alquanto infra gli ombrosi scogli, pervenni all’entrata d’una gran caverna; dinanzi alla quale, restato alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa, piegate le reni in arco, e ferma la stanca mano sopra il ginocchio, e colla destra mi feci tenebre alle abbassate e chiuse ciglia; e spesso piegandomi in qua e in là per vedere se dentro vi discernessi alcuna cosa; e questo vietatomi per la grande oscurità che là entro era. E stato alquanto, subito salse in me due cose: paura e desidero: paura per la minacciante e scura spelonca, desidero per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa».

Leonardo da Vinci
La fede nel dialogo

«Ciò che fa da contrappeso all’assurdo è la comunità degli uomini in lotta contro di esso. E se scegliamo di servire questa comunità, scegliamo di servire il dialogo sino all’assurdo, contro ogni politica della menzogna o del silenzio. E’ così che si è liberi insieme agli altri».

E. Manet
Déjeuner sur l'herbe
A. Camus Taccuini
L’attesa dell’inaspettato

«Non esiste scettico che non abbia la sensazione che altri abbiano dubitato prima di lui. Non esiste ricco né incostante che non senta che tutte le novità sono antiche. Non esiste amante del cambiamento che non senta sulla sua testa l’enorme peso della stanchezza dell’Universo.
Ma noi, che facciamo cose antiche, siamo nutriti dalla natura di un’infanzia perpetua. Non esiste uomo innamorato che pensi che altri lo siano stati prima di lui. Non esiste donna che abbia un figlio, che pensi che vi siano stati altri figli prima del suo. Non esiste uomo che lotti per la sua città, che senta il peso degli imperi distrutti. Sì il mondo è sempre lo stesso perché inaspettato».

Klimt
La speranza
Savater La missione dell’eroe


L’attesa dell’incontro con il “genio del cuore”

«[.] il genio del cuore che fa tacere ogni chiasso e ogni compiacenza e che insegna ad ascoltare, che liscia le anime ruvide e dà loro da assaggiare una nuova voglia, quella di stare in silenzio come uno specchio nel quale si rispecchia il cielo profondo; il genio del cuore che insegna alla mano maldestra e precipitosa ad esitare e ad afferrare con garbo; che intuisce il tesoro nascosto e dimenticato, la goccia di bontà e di dolce spiritualità sotto torbido e spesso ghiaccio, e che è una bacchetta di rabdomante per ogni goccia d’oro, che è rimasta a lungo sepolta nel carcere di molto fango e sabbia; il genio del cuore dal contatto con il quale ciascuno si allontana arricchito, non graziato e stupefatto, non beneficato e oppresso da una bontà estranea, ma ricco in sé stesso, a sé stesso più nuovo di prima, aperto, sfiorato e spiato da un vento che sgela, forse più insicuro, più delicato, più fragile, più infranto, ma pieno di speranze che non hanno ancora nome, pieno di nuova volontà e flusso, pieno di nuova riluttanza e riflusso…»

Nietzsche Al di là del bene e del male

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